3 Marzo 2018 karriere

Quanto mi impegna la lettera di impegno?

Accade frequentemente vi siano lavoratori che, firmata la lettera di impegno all’assunzione, cambiano idea, o perché non soddisfatti a posteriori delle condizioni in essa contenute – seppur sottoscritte – o perché allettati da nuove offerte di assunzione ricevute nel frattempo da altre aziende.

Ma quanto ci impegna una lettera di impegno?

Intanto è bene segnalare che la lettera di impegno all’assunzione non è legalmente disciplinata da specifiche fonti normative, pertanto riferisce agli artt. 1351 e 1355 Cod. Civ. trattandosi di scrittura privata tra due parti.

Essa è un negozio giuridico bilaterale, ovvero un preliminare che impegna le parti a concludere – in un tempo successivo predeterminato – un nuovo contratto, ossia quello di assunzione.

Da tenere quindi presente che la lettera di impegno è fonte di obbligazione per entrambe le parti: da un lato è previsto in capo al futuro datore di lavoro, l’obbligo e l’impegno di assumere il lavoratore nei termini e modi stabiliti con la lettera; dall’altro è fonte di obbligazione per il lavoratore che, con la firma, assume l’impegno di rendersi disponibile alle condizioni e nei tempi indicati.

E se cambio idea?

Due gli scenari:

  • Se è l’Azienda a cambiare idea, il lavoratore potrà ricorrere in giudizio al fine di pretendere il rispetto dell’impegno assunto (e quindi dell’assunzione) ovvero, agire per il risarcimento dei danni subiti;
  • Se invece è il lavoratore a non dar seguito all’impegno assunto, sarà quest’ultimo tenuto al risarcimento dei danni subiti dal Datore di Lavoro, quantificati nella lettera di impegno con l’apposizione della c.d. clausola penale. Laddove non presente, saranno quantificati in giudizio, ma spetterà al datore di lavoro provare il danno subìto.

Occorre quindi prestare attenzione quando si firma una lettera di impegno all’assunzione!

E se ci sono dubbi o domande, c’è Karriere: 0543.29088

G.Benelli – Karriere